publications

Scuole materne, elementari e secondarie
Utet, Torino 1989
La volontà di inserire la scuola nel contesto urbano e di integrarla formalmente con il resto della città segna il superamento del modello e della normativa razionalista. La continuità funzionale all’interno della città non è un tema esclusivo dell’edilizia scolastica, ma interessa tutto il campo dell’architettura. E’ uno dei modi scelti per rispondere alla città caotica, sviluppatasi senza un disegno generale e soprattutto senza una strategia di crescita capace di equilibrare le parti.
Naturalmente per la scuola il problema non è solo urbanistico, di equilibrio formale e funzionale tra le parti della città, ma anche specifico, direttamente rivolto al sistema educativo. I due motivi di carattere urbanistico e pedagogico si fondono pertanto in un unico obiettivo e la scuola chiusa, estranea alla città, è sostituita da un sistema didatticamente attivo e stimolante e soprattutto più economico nel quadro generale dei servizi sociali.

Figure. Cinque novelle di architettura contemporanea
Edizioni Associate, Roma 1989
Protagonisti della vicenda sono quegli esempi di architettura contemporanea la cui immagine, per forma o significato, è entrata nel panorama internazionale come un sicuro simbolo di riferimento. Quei personaggi famosi e conclamati, molto copiati, che appena apparsi hanno fatto subito scuola diventando immediatamente popolari.
Al di là dei contenuti, dei significati e del valore simbolico vivono come opere di cui istintivamente si è portati a parlare in termini diversi. Le loro figure catturano e impediscono ogni forma di indifferenza, segnando nella memoria un ricordo preciso che inevitabilmente permane: rivivranno come traccia o come testimonianza nelle scelte delle architetture che seguiranno.
* Le sagome e i profili
* I volumi e le sculture
* I disegni figurativi e astratti
* Il paradosso e l’ironia
* La retorica

Mister Grattacielo
Laterza, Roma Bari 1987. Seconda edizione 1990

Il grattacielo, uno straordinario protagonista della città moderna, identifica un’architettura estrema e paradossale alla quale si richiede di esprimere i segni del primato e del successo attraverso la personalità dell’immagine e l’audacia della struttura. Esso è guardato con curiosità, fenomeno diverso tra gli oggetti dell’architettura che introduce negli elementi del giudizio l’espressione della quantità. La forma e l’aspetto esteriore  diventano i connotati del personaggio, la tipologia e la struttura ne descrivono gli elementi del carattere e i modelli, che sintetizzano i singoli periodi, ne raccontano il succedersi delle generazioni.
Dal Jayne Building di Philadelphia (1852) allo World Financial Center di New York (1987), dai protograttacieli di Chicago all’Empire State Building e al Grattacielo Pirelli: la carta d’identità, foto e testo, di oltre duecento grattacieli.


Gli edifici per lo spettacolo
Laterza, Roma Bari 1996
La scelta architettonica moderna, che fa corrispondere sempre più a ogni espressione artistica spazi opportunamente progettati, specializza l’edificio, dando vita a un processo che coinvolge progressivamente tutte le forme di spettacolo. Motivi di approfondimento sono la differenziazione degli ambienti, la profondità e l’ampiezza della scena, le condizioni acustiche e visive, la dimensione e il numero degli ambienti di contorno, le esigenze di spostamento degli spettatori, la preparazione dell’apparato scenico, ecc. E a questo si aggiunge l’aumento del numero delle forme di spettacolo: alla prosa, all’opera lirica, alla musica classica e al balletto, che richiedono ambienti distinti e formalmente precisati, si affianca il cinema, con esigenze e caratteristiche ambientali del tutto diverse; inoltre, rispetto agli spettacoli musicali classici, tutte le rappresentazioni musicali contemporanee impongono vere e proprie varianti tipologiche.

Architetture e città incompiute
Philos, Roma 2001
I progetti incompiuti hanno un vantaggio su quelli realizzati: non diventeranno mai caduchi. Non si deterioreranno nel tempo, anzi, proprio perché non effimeri, esprimeranno un potenziale infinito, fatto di sempre nuove interpretazioni. L’architettura costruita è invece consumata dall’uso; la vita, che quotidianamente la attraversa, ne definisce in modo univoco le caratteristiche  fisiche, condannandola a sciuparsi proprio perché reale. Le opere non realizzate potranno godere della ricchezza aggiunta della fantasia che consente a chiunque di sovrapporre all’idea iniziale del progetto la proiezione “non necessaria” del funzionamento. Legate a un’immagine indelebile e priva di alterazioni, esse non smetteranno mai di riproporsi, anche in epoche e ambienti del tutto diversi.
* Broadacre City
* Immeubles-Villas, Ville Radieuse, … Algeri
* La Maison Domino
* La Cité Industrielle
* La Città Costruttivista
* La Città Nuova
* Groszstadt Architektur
* La Città delle macrostrutture
* La Città Moderna
* Il Grattacielo
* Venezia

Architetture in “L’architetto italiano” notiziario bimestrale di architettura
Carlo Mancosu Editore, Roma
Direttore scientifico dell’opera con Francesco Cellini
Notiziario bimestrale di architettura, edizione Mancosu, Roma.
Numeri pubblicati: Musei, Biblioteche, Centri commerciali, Residenze universitarie, Residenze plurifamiliari, Residenze unifamiliari, Riuso e trasformazione, Uffici , Hotel wellness, Residenze per anziani, Giardini, Edifici per la musica, Scuole materne, Edifici bioclimatici.

“TecnoTipo – sezione tipologie”
collana di manuali di progettazione
Carlo Mancosu Editore, Roma
Direttore scientifico dell’opera con Francesco Cellini
Nella collana “Tecnotipo” i due fattori di studio – storico e tipologico – sono decisamente sbilanciati a favore del secondo, proprio perché a prevalere è il modello d’uso. La serie storica è compressa e occupa solo la parte iniziale di ogni volume: è documentata da quegli esempi che hanno rappresentato vere svolte innovative, determinando nella successione cronologica un prima e un dopo.
Tranne brevi cenni al passato, la presentazione di ogni tema tipologico si concentra pertanto sulle opere moderne, con crescente curiosità verso la produzione contemporanea, quella degli ultimi trenta anni. I temi di analisi, che rivisitano le coordinate poste dal Movimento Moderno alla base della disciplina, si soffermano soprattutto sulla riconoscibilità del tipo edilizio, sull’impostazione funzionale dell’impianto e sulle alternative che hanno coinvolto le questioni di metodo.
All’interno di questa parte, che punta a ordinare le linee guida del tipo, si inserisce il tema della classificazione che assume il ruolo di asse portante nel catalogare e nel descrivere l’opera architettonica.

In viaggio
Carlo Mancosu Editore, Roma 2008
Raccolta di dipinti (acrilico su tela) che riproducono oggetti incontrati viaggiando. La loro selezione, disordinata, si sofferma sui dettagli stradali, ma anche sulle grandi macchine industriali, spesso dismesse. Tema comune è l’attenzione verso i particolari analizzati per lo più in bianco e nero.

Edifici per la musica
(tascabile)
Carlo Mancosu Editore, Roma 2012
La raccolta degli esempi non segue un criterio esclusivamente tipologico ma guarda con particolare attenzione alla città contemporanea e alle scelte di inserimento urbano che, dovendo rispettare una serie di prescrizioni, molto spesso si rivolgono per le nuove costruzioni ad aree periferiche. Consapevoli di questo, i progettisti, pur nelle proprie convinzioni stilistiche, dirigono i loro riferimenti linguistici verso immagini architettoniche meno consuete, poco convenzionali. Un auditorio o un teatro dell’opera oggi raramente si rivolgono alle figure tradizionali degli edifici del passato. Le loro “sembianze” sono cambiate: alla magniloquenza del teatro dell’opera ottocentesco si sta sostituendo l’esibita efficienza di un edificio hi-tech, la cui struttura dichiara ambienti interni di grandi dimensioni con una tecnologia che descrive la sapienza di materiali e soluzioni capaci di assicurare in ogni condizione un perfetto funzionamento.

Il giro del mondo in 80 tombini
Carlo Mancosu Editore, Roma 2015
Il viaggio ha inizio in Giappone, uno dei paradisi del tombino. La fantasia compositiva, la raffinatezza dei temi e la cura dei dettagli sorprendono e incuriosiscono passo dopo passo. Ordine e pulizia non abbandonano mai le strade, dove segnali eleganti, e spesso spiritosi, invitano a comportamenti sempre controllati.
La raccolta dei dipinti, che allude ironicamente al giro del mondo attraverso i suoi tombini, farebbe pensare a una ricerca ordinata fin dall’inizio. Nella realtà il catalogo è antologico: la selezione non sottende alcun metodo, bensì privilegia il valore estetico e la capacità espressiva dei singoli pezzi. A prevalere è la curiosità.

Moderno e Contemporaneo nel linguaggio dell’architetto
Rivista SILTA –Studi Italiani di Linguistica Teorica e Applicata, Roma 2016
Stabilire l’origine del Moderno comporta, soprattutto in architettura, una scelta pregiudiziale che indichi il campo di interesse che si intende privilegiare. Accettare la data convenzionale (1492) della fine del Medioevo, e quindi della scoperta dell’America, ha poco significato perché il passaggio nell’epoca moderna avviene molto più tardi, nel XVIII secolo, quando la costruzione non è più sottoposta al rispetto degli stili. La cesura netta dall’Antico e il passaggio al Moderno avviene con l’architettura rivoluzionaria dell’Illuminismo, che azzera ogni attributo storicistico, mettendo in evidenza il valore funzionale dell’opera. La facciata non è più l’elemento distintivo primario: a essa si sostituisce la pianta; gli ordini cedono il primato all’impianto distributivo e il valore architettonico si concentra sulla qualità dello spazio.

Edifici per la musica
Carlo Mancosu Editore, Roma 2017
Gli edifici per la musica comprendono un insieme molto ampio di opere che, partendo dall’auditorio – il riferimento più diretto e intuitivo –, si estende a tipi edilizi alquanto diversificati, quali le discoteche o le sale di incisione. Anche in esse la musica è al centro dell’interesse, ma non viene proposta con quelle modalità – presenza degli spettatori e contemporanea esecuzione dal vivo – che comportano, nell’assetto edilizio, la sistemazione di un palco per i musicisti e di una platea per il pubblico.
La nostra raccolta si concentra solo sugli impianti “canonici”, quelli che conservano le esigenze funzionali delle sale da concerto: teatri dell’opera e di danza, sale per la musica rock e pop, sale per la musica pluridirezionale e multimediale, sostenuta dall’aiuto dell’amplificazione e del controllo elettroacustico, e allestimenti temporanei, rivolti per lo più alle manifestazioni nei parchi e nelle piazze.
All’interno di questo campo circoscritto, segnato comunque da esigenze funzionali molto diverse, si dipana una gamma ampia di edifici affini che, per essere ordinati, hanno bisogno di un criterio di classificazione strutturante e soprattutto di confini certi. Classificare richiede pertanto alcune inevitabili semplificazioni, che impongono di comprimere l’intero elenco tra due parametri che distinguono il genere di musica rappresentata e l’effettiva incidenza che ciò determina nella configurazione dell’edificio.